Una lunga attività clinica ha convinto l’autore che chi uccide non è sostanzialmente diverso da chi non uccide.
Il passaggio dall’amore all’odio, dal rispetto per la vita al disprezzo della vita, dalla capacità di contenere gli impulsi omicidi al bisogno di agirli, avviene senza soluzione di continuità; uno stato trapassa insensibilmente nell’altro. Tuttavia per certe persone uccidere è più facile che per altre: per quelle che portano dentro di sé la “Costellazione di Morte”, così come Arthur H. Williams l’ha individuata e definita, e non sono in grado di elaborarla.
