”La nostra fu un’infanzia piuttosto felice, non avevamo grossi problemi e potevamo vivere tranquillamente. Il nostro era il tempo dello studio, dei giochi e i nostri genitori, con molta attenzione e tatto, lasciavano che ci raggiungesse solo ciò che non poteva arrecarci turbamenti…” La storia di due bambine, Ida Marcheria, ultima superstite del trasporto da Trieste del dicembre del 1943 e di sua sorella Stellina. Due ragazzine ebree tradotte ad Auschwitz nell’inferno del campo di sterminio. “I miei genitori, i miei nonni, i miei fratelli, cugini, zii. Tutti sono andati in fumo. E quanto e quale potrebbe essere il risarcimento per la mia adolescenza rubata, per le mie sofferenze. Per la mia salute minata, per le mie notti insonni, per il furto dei miei sogni, per il regalo dei miei laceranti incubi. Perché ogni notte io torno a Birkenau. C’è anche chi afferma che è giunto il momento di perdonare. Io non posso perdonare. Non perdonerò mai”. Questo libro si apre con la prefazione di Gianfranco Maris presidente nazionale dell’Aned (Associazione nazionale ex deportati) e della Fondazione Memoria della Deportazione.