L’espressione “Nord/Sud” è stata introdotta dal Rapporto Brandt nel 1980. Ma prima di Willy Brandt già altri avevano descritto la realtà economica planetaria con altre definizioni. Ad esempio ancora oggi c’è chi si riferisce all’Africa, all’Asia e all’America Latina col termine “Terzo Mondo”. Questa definizione è stata usata per la prima volta dall’economista francese A. Sauvy in un articolo comparso sul giornale “L’observateur” del 14 agosto 1952. Sauvy, prendendo come riferimento la situazione sociale esistente in Francia prima della rivoluzione del 1789, divise i paesi del mondo in tre categorie: il primo mondo comprendente i paesi industrializzati di tipo capitalistico; il secondo mondo i paesi socialisti, e il terzo mondo comprendente tutti gli altri. Un’altra abitudine è di chiamare i paesi africani, asiatici e dell’America Latina “paesi in via di sviluppo” o “sottosviluppati”.
Questa definizione saltò fuori per la prima volta il 20 Gennaio 1949 nel discorso che il Presidente statunitense Harry Truman tenne davanti al Congresso. Dividendo i paesi del mondo in sviluppati e sottosviluppati, Truman annunciò che il modello economico e produttivo che i popoli dovevano prendere come riferimento era quello industriale di tipo capitalista. Da allora i paesi del Sud del mondo sono in una gara con se stessi per adeguarsi ad un modello economico che bada solo ad aumentare la produzione, le esportazioni e l’apparato industriale.
Il volume riunisce tutte le ragioni per cui “lo sviluppo” è un’illusione o addirittura un incubo; permette di analizzare e capire i meccanismi dell’ingiustizia é indica in che modo possiamo opporci a questo disegno.