È un’opera di stretta attualità nell’Italia di oggi, tra l’altro chiamata al referendum abrogativo sul nucleare, 24 anni dopo il “no” espresso sull’onda emotiva di Cernobyl. Scritto poco prima del terremoto in Giappone, il libro non risente di Fukushima, ma nasce dalla volontà dell’autrice di comprendere e farsi un’opinione sull’argomento.
Impresa non semplice, del resto, poiché “se da un lato, si rincorrono le lodi all’economicità, alla sostenibilità ambientale, all’indipendenza degli approvvigionamenti che deriverebbe dall’impiego di energia nucleare, altrettanti voci si levano dal canto opposto per contestarle”. Ecco allora un volumetto che, senza partire da preconcetti, cerca di far luce su un tema molto dibattuto, ma poco noto al grande pubblico.
L’analisi prende il via da una panoramica sulle centrali nucleari presenti nel mondo, comprese quelle in via di realizzazione. Richiamando voci autorevoli della letteratura sull’argomento, la Arcuri risponde ad interrogativi come: quali paesi hanno il maggior numero di reattori e quanta energia elettrica producono? Quale combustibile viene impiegato nei reattori e quanti anni può durare una centrale? E ancora, si può parlare di emissioni climalteranti? E’ vero, inoltre, che l’uranio è in via di esaurimento e ha una durata di 35 – 40anni? Il libro pertanto analizza il tema dei costi e benefici, ossia della convenienza economica dell’atomo.
L’energia nucleare non è meno costosa del carbone o del gas. In più, la scelta di investire sull’uranio è stata finora finanziata prevalentemente dallo Stato.
“Oggi, al contrario, l’orientamento prevalente è quello verso la liberalizzazione del mercato elettrico, in cui operano imprese private che sono meno disposte ad accollarsi i rischi associati alla realizzazione di questo genere di opere”, scrive l’autrice. Per non parlare poi, delle spese necessarie a smantellare una centrale, che si aggirano intorno tra il 2 e il 5% dei costi totali.
Altra questione spinosa è quella delle scorie: a 60 anni dall’ingresso del primo impianto nucleare, non è stato ancora realizzato un sistema per gestire e depositare le scorie fortemente radioattive, che attendono stoccate in depositi provvisori. Non poteva mancare, quindi, un capitolo su radioattività ed effetti sulla salute, con una sezione dedicata al disastro di Cernobyl.
Il libro termina con il caso italiano e i suoi recenti sviluppi, ripercorrendo la prima stagione nucleare con le quattro centrali, ora dismesse, e un’attività che ha prodotto 27 mila metri cubi di scorie radioattive. Centrali il cui smantellamento viene finanziato con una tassa sull’elettricità, pagata dagli stessi consumatori.
Dettagli Libro
Autore
Sabrina Arcuri
- EditoreEMI – Editrice Missionaria Italiana
- CollanaCittadini sul Pianeta
- Edizione1ª edizione
- Anno2011
- Pagine95
- ISBN9788830719965
- LinguaItaliano
- Copie1




