Il problema dell’obesità nella Regione Lazio, così come in tutta Italia, diventa ogni giorno più grave, richiamando l’attenzione generale non solo degli addetti ai lavori ma dell’intera società civile.
Dati alla mano, i bambini italiani sono tra i più grassi in Europa, con il 36 per cento in soprappeso e il 12 per cento obeso. In nove anni l’obesità infantile è passata dal 6,1 per cento al 13,6 per cento nell’Italia nord occidentale; a 11 anni i bambini con problemi di peso sono più del doppio di quelli di sei anni ed il 30-60 per cento dei bambini obesi si ritroverà nelle medesime condizioni da adulto.
Una situazione difficile, considerando anche che l’obesità è in crescita nella popolazione generale, con enormi costi sociali e finanziari.
Le statistiche ci dicono che in Italia circa il 33 per cento della popolazione è in soprappeso (41 per centro sono uomini e 25 per cento donne), mentre il 9,7 degli individui risulta obeso (9,5 per cento uomini e 9,9 per cento donne). Si tratta di una situazione allarmante e che occorre fronteggiare al più presto con strumenti adeguati e iniziative importanti. La Regione Lazio al riguardo, opera con determinazione per intervenire nel settore della salute e dell’alimentazione in modo particolare, cercando di creare i migliori presupposti per sostenere una crescita sana e positiva dei nostri bambini. E un ruolo decisivo in questa prospettiva lo ricopre l’approccio formativo e in generale l’istituzione scolastica. La scuola può e deve rappresentare un punto di partenza per fornire delle solide basi ai bambini, affinché essi crescano interiorizzando un’educazione alimentare e un bagaglio di conoscenze da sfruttare nei futuri momenti della loro vita. Sotto il profilo della formazione, la Regione Lazio ha promosso una serie di corsi finalizzati proprio all’acquisizione di competenze specifiche nel settore.