Gli obiettori di coscienza entrarono in seno alle diocesi e alle parrocchie specialmente attraverso la Caritas Italiana che nel 1977 stipulò una convenzione con il Ministero della difesa per ottenere l’assegnazione di obiettori di coscienza e la gestione del loro servizio civile.
La loro presenza nella comunità ecclesiale suscitò spesso perplessità, discussioni, valutazioni talvolta contrastanti: erano imboscati o profeti? Potevano esserci, e c’erano, anche gli imboscati: ciò avveniva quando gli enti che li accoglievano per il servizio civile non si curavano di verificare le loro motivazioni, non li impegnavano in programmi precisi di servizio, non verificavano e non controllavano il loro lavoro.
Questo volume propone una riflessione che aiuta a interpretare la cronaca. Una riflessione che, attraverso gli obiettori, obbliga a riflettere sul tema della pace e della guerra.
