È possibile essere cristiani e fare il soldato? Essere cristiani e pagare le imposte che servono per l’armamento? Essere cristiani e votare i crediti militari? Non ci sono altri modi per garantire la pace? E ancora: fino a che punto può e deve arrivare l’obbedienza allo stato? E più in generale: i cristiani come possono situarsi di fronte allo stato? Fuggire e abdicare alle proprie responsabilità? Allinearsi? Assumere posizioni critiche? Questi alcuni interrogativi che donne e uomini oggi si pongono. L’autore analizza i testi del nuovo testamento che parlano delle relazioni tra i cristiani e il nemico, tra i cristiani e lo stato. Il risultato dell’indagine è sintetizzato nel titolo: il nuovo testamento non risponde con un sì o con un no ai nostri problemi di oggi, però ci dà alcuni stimoli, ci provoca in una direzione ben precisa.
Per cogliere questi stimoli e questa provocazione, l’autore prende in considerazione i primi tre vangeli e, rispettivamente, Giovanni, l’epistolario di Paolo e le lettere più recenti del NT, e infine l’Apocalisse. Questi testi sono letti in una prospettiva storica.