L’attenzione dei comunisti italiani al mondo cattolico è una caratteristica specifica e una costante nella storia degli ultimi settant’anni: dal primo dopoguerra con Gramsci alla fine del fascismo, dal periodo costituzionale in poi con Togliatti fino alla politica riassumibile nella famosa formula del “compromesso storico” con Berlinguer. Questa continuità è, nel panorama italiano, un elemento originale, nel senso che non trova riscontro analogo nella storia del comunismo in campo mondiale. Filippo Gentiloni riassume il passato e la storia di questo dialogo per andare oltre.
Rileva Pietro Ingrao nella prefazione al volume: “Gentiloni si chiede in sostanza se e come e in che misura il partito comunista Italiano saprà farsi interlocutore di quella pluralità di gruppi cattolici impegnati essenzialmente in un’azione diretta nel “sociale”, che egli appunto raccoglie sotto il concetto di “arcipelago”; e che è per il nostro autore la vera novità del cattolicesimo italiano di questa fine di secolo. “Arcipelago”, appunto per sottolinearne le diramazioni frastagliate, le difficoltà a ricondurle a un centro, e insieme il rimandarsi dei segnali da costa a costa”.