Sostenuto anche dall’atteggiamento catastrofistico della vecchia medicina, l’immaginario collettivo considera ancora la demenza senile una condanna a un destino di perdita progressiva e irrecuperabile, un male grande e minaccioso alle cui conseguenze è impossibile sfuggire; l’idea centrale di questo libro, tuttavia, è costituita sulla profonda consapevolezza che anche per questa, come per altre malattie, esista invece un margine confortante di modificabilità, uno spazio d’azione concreta, che, talvolta in modo decisivo, si riflette sulla vita del paziente.
Il superamento degli stereotipi più comuni nell’approccio al malato demente, riconducibili, semplificando, alla sospensione dell’intervento o alla sua inutile generalizzazione, si fonda sul ricorso a un approccio di tipo fortemente riabilitativo, mirato a promuovere non la restituzione di funzioni ormai compromesse, ma strategie di compenso che, con l’aiuto della famiglia e di esperti care givers, consentono il recupero totale o parziale dell’autonomia nella vita e nei gesti quotidiani.