È possibile per gli uomini della “società dei consumi”, spesso annoiati e depressi, essere profondamente liberi nel loro agire, nel loro modo di pensare? La risposta è sì, a condizione che si recuperi una visione globale dell’uomo, che tenga conto dei suoi conflitti morali e presenti valori quali la coerenza, l’integrità, la solidarietà come un’alternativa valida al conformismo dei modelli culturali generalmente proposti.
Non basta più parlare all’uomo soltanto dei suoi bisogni insoddisfatti. Egli si realizza quando riesce a trovare un senso nella vita, cioè quando la concepisce come un compito da adempiere operando scelte libere e responsabili. In questo contesto la libertà è vista come la condizione interiore che consente di affrontare qualsiasi situazione, anche la più negativa, con la consapevolezza del valore e della dignità dell’essere umano. La realtà quotidiana, fatta spesso di incomprensioni e di violenze, diventa così una sfida a riscoprire l’umanità.
