L’autore ha buttato giù sul block notes nei giorni tragici della guerra del Golfo emozioni, fremiti, pensieri, dubbi, paure, speranze per non dare esca all’oblio, per non umiliare ancora una volta la ragione, per non prendere in giro le nostre coscienze.
Fatto più con la tavolozza del cuore che con il regolo del cogitar serioso, più con il cervello destro della creatività e fantasia che con quello sinistro del calcolo e della quadratura geometrica. Ma non dimenticare significa anche sondare gli scantinati della nostra speranza, per credere, pensare, costruire una pace forte, vera, duratura, mai doma, sempre inquieta, che poggi i piedi su una giustizia dinamica, su un diritto che parte dalle persone, qualunque essa sia ancor prima che dal diritto degli stati; su una solidarietà calda ed avvolgente.