“L’unico senso del soffrire sta nel dissolvere la sofferenza. Questo significa cercarne e identificarne le radici per poter impedire sofferenze future”: è questo il motto del terapeuta svizzero J.Konrad Stettbacher, che ha elaborato nel corso degli anni un metodo di confronto totale con il proprio passato, e più esattamente con la propria infanzia, attraverso cui possiamo conoscere le cause profonde della nostra sofferenza personale, e quindi affrontarle e dissolverle.
Il libro illustra la “terapia primaria” che permette agli adulti di rivivere coscientemente ciò che avevano subito passivamente da bambini. È un “viaggio” in quattro fasi, che ciascun lettore può intraprendere, senza alcuna assistenza, seguendo il metodo interattivo illustrato. Uniche condizioni sono disciplina e costanza: il percorso della conoscenza è difficile e a tratti doloroso, e richiede dunque impegno e concentrazione.
Il metodo è centrato sulla sistematica riproduzione del passato, intesa come ricostruzione di tutte le circostanze interne ed esterne, per arrivare al riconoscimento dei traumi subiti nella prima infanzia, a partire dal momento del parto. Secondo Stettbacher, l’appagamento dei bisogni del bambino da parte dei genitori è la chiave di volta della salute psichica: ogni qualvolta questo appagamento viene negato o ritardato, il piccolo subisce un trauma e mette in atto delle reazioni di difesa al dolore. Sono proprio questi traumi, di cui abbiamo generalmente cancellato il ricordo, le radici del disagio psichico, delle nevrosi e delle sofferenze che accompagnano la nostra vita di adulti.
Perché la sofferenza è un manuale di auto-assistenza che sfida tutte le attuali scuole terapeutiche; scritto con esemplare chiarezza e con pacata semplicità, è dunque ancora più sorprendente per l’efficacia delle sue indicazioni.
