I cambiamenti intervenuti negli ultimi anni nel mondo del lavoro parevano avere mutato l’apprendistato in una forma di transizione all’occupazione ormai in declino. La legge 196 del 1997 ha riproposto in ben altra dimensione questo istituto, peraltro mai scomparso dalla scena e forse solo bisognoso di essere rivisitato e rivitalizzato. Il volume riprende il dibattito sull’apprendistato nell’ottica della sua duplice natura, di contratto misto di formazione e di lavoro, presentando i percorsi formativi più significativi che l’hanno accompagnato negli ultimi anni in Italia. Questi percorsi, poco o nulla conosciuti, mostrano diverse vie formative per l’apprendistato e diverse soluzioni, dalla formazione di tipo tradizionale, erogata una volta la settimana, a quella di durata più consistente, attraverso pacchetti formativi di almeno 40 ore settimanali, alla formazione a distanza, per quelle zone del Paese caratterizzate da una polverizzazione di piccole imprese che non consentono un elevato numero di apprendisti al loro interno.
Accanto a quella italiana, sono presentate alcune esperienze europee, come quelle di Francia, Germania e Regno Unito, oltre che un’accurata disamina dell’istituto dell’apprendistato in termini giuridici. Completa il testo un’indagine sul caso della Scuola–bottega, singolare esperimento tentato in Lombardia per avvicinare al lavoro i giovani che la scuola ha emarginato, in un’ottica di costante attenzione al processo formativo.