“La tortura ruba la voce. Imprigiona nello stesso silenzio vittime e carnefici…” inizia così l’introduzione al libro. La tortura scrive ancora Sironi, costringe sicuramente a uno sforzo di comprensione, costringe a pensare. Nel volume l’autrice desidera mostrare al lettore il percorso di un terapeuta che si trova a dover rispondere a questa domanda: “come si può curare chi è stato vittima di torture?” Sironi per affrontare il tema ha studiato e analizzato i metodi di tortura utilizzati (Il dolore, Le privazioni, Il terrore, Il disturbo dei riferimenti sensoriali…) e i meccanismi che li sottendono. Il trattamento delle vittime da tortura richiede un approccio specifico. Esiste qualcosa come la “natura umana originaria”? Qual è lo scopo della tortura, come si fabbrica un torturatore? Il saggio risponde a queste domande e parla delle manifestazioni del trauma, di cosa significa essere un sopravvissuto e infine del trattamento (Quali tecniche terapeutiche da seguire?). “Attraverso il paziente, il terapeuta è dunque costretto ad agire su una terza persona invisibile: il torturatore interiorizzato.”
