Il dibattito suscitato dal best seller dell’economista inglese E.F. Schumacher, Piccolo è bello, ha imposto all’attenzione di molti idee quali “energie rinnovabili”, “economia su piccola scala”, “tecnologie appropriate”. Il rischio è che il messaggio di Schumacher finisca per rientrare tra le “eresie” che la civiltà industriale tollera purché restino relegate a un angolo tra le stranezze “alternative” senza reale influenza sulle strutture economiche.
Contro questo rischio George McRobie, fin da dall’inizio stretto collaboratore di Schumacher, ha scritto questo manifesto-manuale. “Piccolo” è bello, ma è soprattutto possibile, e il resoconto commentato di decine di esperienze in tutto il mondo, nei paesi “ricchi” come in quelli “poveri”, mette tutti di fronte alle potenzialità concrete di un diverso approccio alla realtà economica e tecnologica (fondato sul piccolo, sul semplice, sul risparmio di capitale e sulla nonviolenza, come lo riassume lo stesso McRobie).
Interrogarsi su quali siano le tecnologie più “appropriate”, far uscire dal ghetto dell’“alternativa” le indicazioni che emergono da queste esperienze, diventa oggi, più che un problema tecnico, una scelta etica e politica. In ogni caso, già oggi non è più possibile non tenere conto delle conseguenze umane, economiche, culturali e ambientali del modello di sviluppo creato ed imposto dall’Occidente. Gli anni a venire diranno se effettivamente la scelta del “piccolo” ha, come diceva Schumacher, “il futuro dalla sua parte”.