Dal fallimentare intervento umanitario dell’Onu in Somalia alla guerra del Kosovo, dal grande pasticcio dei Balcani all’11 settembre, dall’Afghanistan all’invasione dell’Iraq: diverse alleanze occidentali, con o senza la copertura dell’Onu e della Nato, sono intervenute in mezzo mondo. Abbiamo assistito a guerre o interventi militari “per la legalità internazionale”, “in difesa dei diritti umani”, “contro il terrorismo” e “preventive”. Il risultato di questo decennio marziale è sotto gli occhi di tutti: i primi di Aprile del 2003, il regime di Saddam è stato spazzato via, gli americani si sono insediati in Iraq, l’Europa è divisa, il mondo è in maggioranza ostile al dominio Usa. L’espressione “polizia globale”, che dà il titolo a questo libro, cerca di cogliere sinteticamente il nuovo tipo di interventismo militare; con essa l’autore non presuppone necessariamente l’esistenza di “una guerra civile globale”, né uno scontro generalizzato tra il potere imperiale e i nuovi barbari o moltitudini che premerebbero ad portas. Con “polizia globale”Alessandro Dal Lago intende semplicemente la capacità americana di intervenire in qualsiasi situazione in cui gli equilibri strategici locali favorevoli agli Usa siano minacciati o sovvertiti. Una capacità che non prevede esclusivamente l’intervento militare, ma lo presuppone costitutivamente.