Ci sono tanti modi per favorire la conoscenza tra culture diverse e sviluppare, come conseguenza, la solidarietà e il rispetto all’interno di una comunità che sta diventando multietnica come quella piemontese: i convegni, le tavole rotonde, le rassegne teatrali o cinematografiche, le mostre. Ma uno dei più efficaci è certamente la descrizione di ciò che “vivono” il maghrebino, il cinese, l’iraniano o il romeno che giungono nel nostro territorio, inseguendo una prospettiva di riscatto sociale o fuggendo dalla repressione politico-religiosa. E’ ciò che ha fatto l’Autrice nelle pagine de La Stampa, con ritratti agili e penetranti che rovesciano la prospettiva di osservazione abituale: non il piemontese che guarda l’immigrato extracomunitario (e che troppo spesso “giudica”, tra pregiudizio e pietismo), ma l’immigrato che guarda la nuova realtà nella quale si è trasferito, che cerca l’inserimento, che si confronta con le proprie aspettative. Ne emerge un panorama composito, frastagliato in tante diverse esperienze individuali, piccoli frammenti di un mondo che non conosciamo: malinconie, attese, frustrazioni, orgoglio, riconoscenza, paura, entusiasmi, sfide, il tutto sullo sfondo di una comunità in trasformazione che Maria Teresa Martinengo osserva con l’occhio attento della giornalista.