L’autore, dopo una introduzione che chiarisce le conoscenze e le condizioni necessarie per una solidarietà in prospettiva mondialista, affronta nella prima parte di questo libro, diversi problemi tra cui la relazione diseguale tra paesi ricchi e paesi poveri, lo squilibrio nei commerci Nord-Sud, il dialogo internazionale come strumento di ricerca di interessi comuni, lo sviluppo umano nell’Africa sub-sahariana.
La seconda parte mette in luce gli strumenti possibili della solidarietà in un mondo che cambia soffermandosi sul ruolo della pastorale della Chiesa e sulle ONG. L’ultima parte ci suggerisce come “farsi prossimo” in un’economia interdipendente ed auspica meno samaritani buoni e più samaritani capaci.