L’Italia ha visto il sorgere e lo svilupparsi del fenomeno delle comunità a partire da situazioni extra-istituzionali e marginali, con forti connotazioni ideologiche e oblative. L’impegno ideologico e la generosità che hanno fatto ingigantire il fenomeno, e hanno sostituito un potere politico assente, una comunità scientifico-professionale distratta e una inesistente cultura dell’autorganizzazione nei soggetti emarginati e sofferenti.
La crescita quantitativa delle comunità e il progressivo interesse del potere politico per questa forma di assistenza, educazione e terapia, rendono oggi attuale l’apertura di un dibattito sulla Qualità. Il diritto alla libertà delle diverse organizzazioni va sancito indiscutibilmente, ma a questo sembra ora affiancarsi il principio di un diritto degli utenti e dei membri delle comunità a godere di risultati educativi, psicologici e sanitari. Questo libro si propone di offrire le coordinate per un dibattito sui diversi modelli di organizzazione esistenti, sui loro vantaggi e limiti, e sui risultati terapeutici o educativi che possono offrire. Inoltre il libro propone riflessioni sulle possibili modalità di verifica e valutazione degli output delle comunità e sui modi per fissare standard di Qualità che rispettino le diversità metodologiche che l’esperienza di questi anni ha accreditato.
