L’Intervento promosso in Europa per contrastare le possibili distorsioni sociali dell’andamento dell’economia e del lavoro, soprattutto in questi anni di crescita limitata, ha posto il sistema di promozione sociale, il modello di welfare per lo sviluppo locale, al centro degli interventi per l’inclusione. Una sfida decisiva che costituisce la linea di fondo dei nuovi progetti europei e che il nuovo Quadro comunitario previsto dal 2007 dovrà specializzare. Un sistema di intervento che chiede oggi ammortizzatori ed indennità automatiche, generali e non contrattate disponibili per i disoccupati e soprattutto per le persone che vivono una condizione di disagio individuale, familiare, sociale. In questo senso si muove parte della progettazione equal promossa dal Fondo Sociale europeo, ed in particolare il progetto Extreme che vede un forte raccordo tra soggetti tradizionalmente impegnati nella promozione sociale e nell’assistenza, come la Caritas Italiana, ed organizzazioni sindacali e di impresa, come la Cisl e la Cna. L’obiettivo del progetto è quindi assolutamente coincidente con le indicazioni dell’Unione Europea per un welfare più inclusivo e per una maggiore integrazione sul territorio tra i soggetti pubblici che operano per dare servizi al mercato del lavoro e alla formazione ed i soggetti privati che operano sul mercato del lavoro, nell’economia e per promuovere forme di assistenza, protezione, sostegno all’ inclusione, alla formazione e all’integrazione. L’obiettivo del progetto Extreme è quindi coerente con le indicazioni dell’asse occupabilità: facilitare l’accesso e il rientro nel mercato del lavoro per coloro che hanno difficoltà ad integrarsi o ad essere reintegrati nel mercato, che deve essere aperto a tutti. Inoltre la misura specifica di riferimento del progetto Extreme è proprio quella che sostiene interventi volti a creare le condizioni per l’inserimento lavorativo dei soggetti più deboli sul mercato del lavoro.
