Julian Leff, uno dei massimi esperti di psichiatria tranculturale, in questo ricco ed esaustivo lavoro suscita molti stimolanti interrogativi su questioni, oltre che di pertinenza clinica soprattutto di rilevanza epistemologica. Non è facile, prendendo spunto da questa opera, tentare di fare il punto sulla psichiatria transculturale o etnopsichiatria, o psichiatria comparata o antropologia psicologica o psichiatria cross-cultural o altri innumerevoli modi in cui viene definita questa particolare branca del sapere dai confini ancora in via di definizione e dagli scopi ancora tutti da definire. Leff ci mostra con chiarezza come esistano prove di caratteristiche umane universali nell’ambito della schizofrenia che “risulta essere riconoscibile con le stesse caratteristiche nelle più diverse culture”, e come queste siano altrettanto valide ed importanti delle differenze e delle variabili culturali. I disturbi psichici sono infatti frequenti in tutte le società umane (capitalistiche e non, occidentali ed orientali, industriali e in via di sviluppo); merito del lavoro di Julian Leff è quello di aver offerto idee e stimoli su quali direzioni e linee di tendenza dobbiamo seguire nell’affrontare il modo (e i modi) di conoscenza di culture, popoli, pensieri e saperi diversi, non intesi solo riduttivamente in senso geografico.