L’Autore, sulla scorta delle difficoltà incontrate nella sua esperienza di analista, e del suo modo di rapportarvisi, dà una svolta nella concettualizzazione dei rapporti tra psicoanalisi ed istituzioni, tra psicoterapia e servizio pubblico nel nostro paese.
Le difficoltà di rapporti con gli operatori sanitari ed i ricoverati, vanno considerate in una visione inter-operativa con la necessità di avviare processi globali di deistituzionalizzazione, per giungere ad una modificazione totale dell’atteggiamento relazionale, impostato invece necessariamente, ai fini di una positiva risultanza, sull’apertura della psicoanalisi verso la “quotidianità” e il “calore e l’intensità dei vissuti”.