L’uomo è mistero a se stesso. Sarà per questo che ogni tentativo di definizione dell’uomo, elaborato nel corso della storia, si è rivelato alla lunga fallace e deludente.
C’è tuttavia una caratteristica che rende l’uomo ciò che è: quella di essere un sistema aperto e non determinato alla nascita che deve progettare se stesso se vuole crescere e sopravvivere. L’uomo è compiuto a se stesso. Partendo da questa costatazione, ricavata parzialmente dall’antropologia di Gehlen, il libro affronta i nodi critici che caratterizzano le fasi dell’uomo oggi. In modo particolare analizza quelle crisi della vita sociale attuale che interferiscono in modo significativo con qualsiasi progetto non consumistico o non limitato al senso della vita del giorno per giorno.
La soggettività e la frammentazione della condizione giovanile non sono lette in un’ottica sociologica ma in quella che analizza i loro effetti sulla costruzione dell’uomo e quindi sui giovani di oggi.
Infine vengono proposti alcuni temi generatori che possono supportare la formazione di un uomo globale in grado di accogliere nella propria vita il dono salvifico del Cristo. La ricerca di un nuovo modo di vivere il lavoro, la risposta alla domanda di senso della morte, riscoperta del vero significato della sessualità, l’origine della violenza, l’atemporalità della festa e la comunicazione del silenzio, sono alcuni dei temi proposti come veri e propri obiettivi formativi. La riflessione scientifica e razionale su questi temi è arricchita dall’analisi di alcuni antichi miti e simboli al fine di scoprire, tra l’altro, come molte delle nostre riflessioni filosofiche, psicologiche o antropologiche affondino le loro radici in queste antiche forme del pensiero umano.
