Questa pubblicazione nasce come segno della presenza della comunità marchigiana nel complesso dibattito sulle ragioni del servizio pubblico e – all’interno di esso – sul processo di privatizzazione della Rai. Questo dibattito è stato stimolato dai giornalisti attraverso le loro organizzazioni sindacali (Sindacato Giornalisti Marchigiani, Federazione Nazionale della Stampa, Usigrai, Comitato di redazione Rai Ancona). L’occasione concreta è stata una mattinata, organizzata il 9 Maggio 2005 nella sala convegni della giunta regionale, alla quale i giornalisti hanno chiamato politici, amministratori, esponenti del mondo economico, produttivo, culturale, del terzo settore, del volontariato.
Un appuntamento aperto al pubblico, alla gente comune, per capire, interpretare cosa pensano di questo problema quelli che i giornalisti considerano gli “azionisti di riferimento” del servizio pubblico di informazione.
L’appuntamento anconetano è una tappa del “Giro d’Italia”, avviato da Usigrai e Fnsi, per sensibilizzare l’opinione pubblica nel territorio. Il sindacato marchigiano ha raccolto questa idea con determinazione, nella convinzione che giornalisti e dipendenti della Rai non possano assistere passivamente al processo di privatizzazione e lasciare che passi un messaggio fuorviante: che cioè la Rai sia un’azienda qualunque che, come un’azienda qualunque, possa essere quotata in borsa senza un ragionamento specifico sul prodotto che il contratto di servizio la obbliga a offrire al pubblico.