Questo libro-reportage si presenta come un resoconto dal di dentro dell’universo carcere ed ha il coraggio di rovesciare, proiettare verso l’esterno la “qualità” e la tipologia di vita, i sentimenti e le emozioni di chi trascorre i suoi giorni in una realtà fatta di sbarre, cancelli, luoghi angusti, sfoghi interiori, rimorsi, pena e tanta dilagante tristezza. 
Con questo libro fotografico e testimonianze autobiografiche si ha l’opportunità di varcare non solo idealmente – tramite le parole – attraverso gli occhi, la soglia di Rebibbia, per giungere a percepirne il battito, a udirne le mille voci e i mille gerghi, a intravederne i mille volti, i mille corpi e i luoghi dove trascorrono le loro giornate i reclusi di una città che anela alla città altra, quella che sta “fuori”, alla città con la sua normalità, i suoi bar, teatri, cinema, i luoghi di incontro e che su essa proietta tutto il suo carico di nostalgia, speranza e illusioni.