Il problema droga assume un carattere sempre più universale minacciando in profondità le radici stesse del convivere sociale.
Da una parte il consumo illecito di sostanze stupefacenti costringe tutta l’umanità a pagare un sempre maggiore tributo generazionale e dall’altra i “cartelli” del crimine internazionale, stretti in una sorta di joint-venture, alterano ovunque più o meno intensamente le regole dell’economia legale e della democrazia, snaturandole sin dall’inizio in quelle parti del mondo da poco pervenute a conquiste democratiche di civiltà. Queste le preoccupanti conclusioni a cui l’INCB (International Narcotic Control Board), l’organismo che per le Nazioni Unite vigila sulla situazione mondiale della “droga”, giunge nel suo rapporto annuale per il 1994.
Tonnellate e tonnellate delle diverse sostanze stupefacenti si spostano da un continente all’altro mentre il numero dei tossicomani continua a crescere ovunque. Per dare solo un quadro a noi vicino basta pensare che nel ’94 sono state sequestrate nell’Europa comunitaria circa diciotto tonnellate di cocaina, otto di eroina e 500 di hashish, mentre circa settecentomila si stima essere il numero dei tossicodipendenti, soprattutto eroinomani.