Succede spesso, oggi, che nell’analisi dei processi sociali l’attenzione del commentatore si fermi ai fenomeni emergenti, ai segni di novità, al protagonismo di alcune figure, sottovalutando il peso delle strutture e delle istituzioni negli equilibri generali. Ciò accade anche nell’osservazione delle dinamiche religiose, per cui da un lato si decreta la crisi del cristianesimo, ormai relegato ai margini della vita sociale, e, dall’altro, si dà grande risalto a realtà minoritarie, quali i nuovi culti emergenti o l’attivismo di associazioni giovanili particolarmente aggressive. Il saggio di Garelli, basato nella miglior tradizione sociologica su un ricco materiale di ricerca empirico, fornisce un quadro assai più realistico – e nondimeno sorprendente – del rapporto tra religione e società nel nostro paese.