Nel divenire autenticamente “religiosi” è particolarmente il grado e il tipo di integrazione che si riesce a maturare tra fede e vita, integrazione che, a sua volta, si misura dalla capacità di oblazione di sé, affettiva ed effettiva, al Radicalmente Altro dal proprio desiderio.
In questa dinamica va studiata anche l’esperienza religiosa cristiana, contraddistinta più di ogni altra dall’oblazione di sé al Radicalmente Altro dal desiderio umano. Per il cristiano la fede è un dono, che però richiede come indispensabile la collaborazione personale soprattutto in tre settori: nell’elaborazione del proprio progetto di vita, nella strutturazione dell’atteggiamento religioso, nella liberazione dal senso di colpa, collegato al senso del peccato, e la sua celebrazione.
Nella misura in cui la religione incontra questa interiore disponibilità e giunge a collocarsi al centro della personalità, allora assume il volto che le è proprio, diventando il tratto centrale e più comprensivo e dinamico dell’individuo, sospingendo verso orizzonti sempre nuovi e positivi.