Il fenomeno doping è un fenomeno sempre più in espansione tanto da diventare un vero e proprio problema sociale e soprattutto di salute pubblica. Per questo i governi e gli organismi internazionali si adoperano, con crescente impegno, al fine di prevenire, combattere e sconfiggere questa piaga. Un passo importante, in Italia, nella lotta contro il doping si è compiuto con l’approvazione della legge 376 del 14 dicembre 2000 in cui si sancisce che il fenomeno doping è un problema riguardante non solo l’etica sportiva ma anche la salute pubblica, per questo la lotta al doping esula dall’ambito ristretto del mondo sportivo per divenire tema di politica e di interesse pubblico. Infatti la legge 376/2000 riporta al centro dell’attenzione l’identità dell’atleta e dello sportivo educato al rispetto dei valori etici, delle regole di correttezza, lealtà, rispetto per gli altri, che sono il fondamento di qualsiasi attività sportiva e della tutela sanitaria nelle attività sportive. Secondo la legge l’organismo di coordinamento ed intervento per la lotta al doping è la Commissione per la Vigilanza ed il Controllo sul Doping e per la Tutela della Salute nelle Attività Sportive (CVD) che svolge anche attività di controllo attraverso la definizione di criteri e metodologie dei controlli anti-doping e l’individuazione delle competizioni e attività sportive per le quali il controllo sanitario è effettuato dai laboratori accreditati dalla World Anti-Doping Agency (WADA). La Commissione di vigilanza sul Doping, presso il Ministero della Salute, al fine di valutare i diversi aspetti del fenomeno doping, ha affidato all’istituto Superiore di Sanità (ISS) il compito di realizzare un prototipo di EVENT- Reporting System Doping-Antidoping (E-RSDA) la cui finalità principale è la realizzazione di un report riguardante l’archiviazione di avvenimenti e dati connessi al doping.