Su cosa scherzano i reclusi? Cosa ci rivelano i loro scherzi sulla vita in carcere, sulla società esterna, sui reclusi stessi? E’ vero che in carcere “non c’è niente da ridere”?
L’insegnante e quattro reclusi, in questo libro, parlano di scherzi. Scherzi di iniziazione fatti “ai nuovi arrivati”, scherzi della sessualità repressa, scherzi di sopravvivenza …
I quattro reclusi da anni cercano ogni giorno di auto-imporsi una disciplina più lieta di quella prevista e imposta dal carcere; una disciplina che li aiuti a lavorare, a studiare e a continuare ad amare la vita. In altre parole cercano di affrontare la reclusione con un briciolo di umorismo. Di qui la bizzarra domanda: “Quali sono i nessi fra reclusione e umorismo?” La prima parte del volume è una “sintesi letteraria” del seminario sull’umorismo tenuto per un anno nel carcere di Rebibbia fra il 1991 e il 1992. La seconda parte narra brevemente e con spirito leggero le storie di vita dei protagonisti.