Il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, nel suo documento dell’ottobre 1981 “La Chiesa italiana e le prospettive del Paese”, indicava come strada per superare la crisi, la esigenza di “ripartire dagli ultimi”. Da più parti si è temuto che l’espressione restasse solo uno slogan, senza che alle affermazioni corrispondesse – non solo da parte della Chiesa e delle sue istituzioni, ma anche da parte delle strutture della comunità civile, spesso animate e dirette da cristiani – una reale capacità di misurarsi con i bisogni più gravi, con i “senza voce” per giudicare la validità dell’azione caritativa sociale e politica. A cinque anni da quel documento la Caritas Italiana ha voluto nel Convegno Nazionale delle Caritas Diocesane, tenutosi a Collevalenza nei giorni 8-11 settembre 1986, riprendere l’argomento dando al Convegno stesso il tema: “Carità e giustizia: come ripartire dagli ultimi sul territorio”. Voleva così non solo aiutare le comunità cristiane a fare una verifica di quanto realizzato in questi cinque anni, ma anche approfondire un metodo di lavoro che lega strettamente i valori della carità e della giustizia, a partire dagli ultimi, nella realtà locale, nella quale si manifestano bisogni e risorse, povertà e ricchezze da far incontrare.
