Le pagine di questo libro raccolgono la storia e la testimonianza di venticinque anni di sforzi, di confronti con altri operatori, di crescenti solidarietà laicali ed ecclesiali, da parte dei salesiani, nel settore dell’emarginazione giovanile, anni segnati dalla gioia di aver visto fiorire autentici cammini di liberazione per molti giovani, ma anche dall’angoscia di averne visti fallire altri e di trovarsi sempre inadeguati al bisogno. Ancora oggi il volto dei giovani “poveri e abbandonati” di don Bosco interroga senza lasciare scampo. L’invito che affiora dalle pagine del testo e di essere là dove alloggia il disagio. Di riscoprire “la strada” come osservatorio di bisogni e di risorse, come luogo e via dell’educazione, perché si tratta di “stare” là dove, effettivamente, gli adolescenti e i giovani si trovano e vivono molta parte della loro giornata, ed equipaggiarsi educativamente per questo tipo d’intervento particolare.
