Questo Dossier contiene riflessioni ed analisi, corredate da dati, che propongono una interpretazione dei rapporti tra le generazioni in termini di ricomposizione. Dalle ricerche svolte dal Censis nel corso degli ultimi 5 anni emerge infatti una situazione di riemersione dal basso di soggetti generazionali precedentemente lasciati ai margini e nell’ombra, secondo un processo di discontinuità rispetto al passato, ed in particolare rispetto agli ultimi due decenni.
Questo mutamento, osservabile nella vita sociale, sia privata sia pubblica, ha diverse valenze e sfaccettature, tra cui: il riemergere di valori esistenziali di apertura nei confronti dell’altro; l’accogliere la nuova forza contrattuale di alcuni soggetti cresciuti dal punto di vista quantitativo (gli anziani); il rivalutare la speranza nel futuro e la cultura di progetto (attraverso il nuovo valore attribuito all’infanzia); il riscoprire la solidarietà come chiave di uscita dalla soggettività portata alle estreme conseguenze.
L’incontro tra generazioni in quest’ottica diventa quindi riconoscimento, dopo anni confusi, della propria somiglianza e delle proprie differenze, dai bisogni reciproci affettivi e materiali, alle differenze di vissuto e di risposta istituzionale.
La discontinua crescita dal basso dei soggetti anziani e bambini in questa fase del nostro sviluppo, viene qui analizzata rispetto alla loro ripresa di centralità nei processi di comunicazione di massa, nel campo dei consumi, nei lavori collettivi della comunicazione e della convivenza e nei processi formativi. Una seconda parte del dossier analizza alcuni circuiti viziosi che ostacolano e rendono difficoltoso il ritorno al centro delle generazioni estreme, dai rischi di rimozione e di delega da parte delle altre generazioni, alle sacche di povertà, alle contraddizioni insite nella partecipazione lavorativa degli ultrasessantacinquenni, al sovraccarico delle generazioni intermedie.
Infine si fa cenno alle piste di ricostruzione della catena generazionale interrotta, ed in modo particolare si segnalano la ripresa della solidarietà ed il valore della memoria storica, specie all’interno delle famiglie.
