Questa pubblicazione contiene i dati relativi alla situazione nazionale emersi al convegno nazionale svoltosi a Roma il 18,19 e 20 giugno 1991.
Presentano Ritardo Mentale circa 2,5 bambini su 100 per questo è necessario attivare una serie di azioni che garantiscono il soggetto, i suoi genitori, i terapisti e gli insegnanti. Si è messo l’accento sulla diagnosi di gravità, sulle aree di funzionamento mentale con cui il bambino con Ritardo Mentale può lavorare e rispetto a cui si possono e si debbono trovare soluzioni cognitive-interattive valide sulla diagnosi di sviluppo disponendo di una prognosi documentata e aggiornabile e sulla diagnosi funzionale.
Cosa significa fare una diagnosi funzionale? Come si possono attivare quelle funzioni che sembrano deficitarie anche rispetto al deficit generale? Come si possono utilizzare quelle funzioni che sembrano superiori dal deficit generale? Come e quando decidere la sequenza degli appuntamenti educativi pertinenti? Quando deve essere pensato e preparato l’avviamento al lavoro? In quale modo il lavoro è un momento di crescita personale, cognitiva, affettiva, sociale? In quale modo il lavoro del ragazzo con Ritardo Mentale diventa significativo, specializzato, utile e psicologicamente arricchente? Sono alcune delle domande che trovano risposta in questo testo.