“Il ruolo dell’associazione giovanile nella prevenzione del disagio giovanile” è stato il tema di un seminario nazionale organizzato a Roma dal 12 al 14 novembre 1985 dalla direzione generale dei servizi civili del Ministero degli Interni in raccordo con il comitato italiano per l’anno internazionale della Gioventù. Vi hanno preso parte Agesci, Arci, Aci, CNGEI, il Coordinamento Enti di promozione sportiva, CL, CRI, Gioventù Aclista, il MOVI, il Gruppo Abele, la GIOC, le comunità di Capodarco e S. Egidio, il CNCA.
Si sottolinea come sebbene il fenomeno del disagio giovanile non possa ritenersi estraneo alle associazioni, queste ultime possano rivestire un’importante funzione preventiva. Dopo aver dimostrato che il 30 per cento dei giovani in Italia è aggregato in associazioni e, di questi, ben il 62 per cento appartiene a fasce sociali medio-alte, si sostiene che i modelli tradizionali dell’associazionismo sono in crisi soprattutto perché il giovane oggi respinge le rigidità formali e le ideologie totalizzanti preferendo luoghi spontanei e informali in grado di valorizzare la dimensione personale.
Tali problematiche vengono affrontate insieme agli obiettivi specifici della prevenzione e del recupero dei ragazzi a rischio. Viene messo a fuoco poi, il problema del rapporto con le istituzioni, riconosciuto necessario in ambito legislativo, formativo e conoscitivo purché siano salvaguardate la specificità e l’autonomia delle associazioni. L’ultimo punto riguarda la formazione dei formatori. In appendice, le sintesi dei gruppi di lavoro ed il documento conclusivo.