Il libro racconta in che modo l’esperienza pacifista dell’Autrice ha attraversato una breve stagione di quel faticoso percorso, verso il riconoscimento reciproco tra Israele e OLP. Un diario, in cui gli incontri con Feisal Husseini o con Arafat hanno la stessa eco della voce di un’amica, dell’assonanza di un ricordo, del fragile rapporto con una bambina palestinese in affidamento a distanza.
Un racconto in bilico fra la voglia di ascoltare le voci interiori e la dimensione collettiva di un’esperienza che solo in parte ci appartiene.
