Negli anni ottanta, l’economia italiana ha prodotto circa 170.000 posti di lavoro. Nonostante ciò, nel mezzogiorno il tasso di disoccupazione per i giovani dai 14 ai 29 anni è passato dal 25% al 50% circa. Quali i motivi di tale discrepanza? Quali le prospettive per gli anni novanta, in presenza di una crescita economica che si prospetta molto debole e di un programma di profondo risanamento strutturale?
La disoccupazione giovanile nel mezzogiorno è stata causata, secondo quanto emerge dal volume, dalle stesse misure messe in atto per combattere il fenomeno e finite nelle mani di mandarini e satrapi, che le hanno gestite per il loro tornaconto piuttosto che nell’interesse generale.
