È la storia dello scrittore che ha vissuto come deportato ad Auschwitz perché ebreo. Il libro in fatto di particolari atroci non aggiunge nulla a quanto è ormai noto ai lettori di tutto il mondo sull’argomento inquietante dei campi di concentramento.
Non è stato scritto allo scopo di formulare nuovi capi di accusa, ma per fornire documenti per uno studio sincero e pacato di alcuni aspetti dell’animo umano. Il bisogno di raccontare agli altri, di fare gli altri partecipi ha assunto negli scrittori di quel periodo e con quelle esperienze, il carattere di un impulso immediato e violento, tanto da rivaleggiare con gli altri bisogni elementari.