Questo piccolo istant book nasce proprio dal desiderio di dire con forza “no” alla guerra, “no” alla violenza, al terrorismo, alle torture. Gli autori ci invitano a dirlo con coerenza: non possiamo dimenticare che spesso siamo stati distratti di fronte a diritti violati, a scelte economiche sbagliate. La guerra in Iraq, che nessuno avrebbe voluto iniziasse, deve spingere chiunque a essere più attento agli squilibri, alle ingiustizie sociali, alle vecchie e nuove povertà. Perché anche queste sono, in un certo senso, guerre contro altri, violenze verso i più deboli, i più poveri. Questo libro si propone di aiutare tutti noi a capire che si può cambiare, che si può colmare il divario che separa il Nord ricco dal Sud povero, che possiamo esportare democrazia e valori non con le armi ma con il dialogo, con la voglia di sporcarci le mani, cercando di capire prima ancora di insegnare.
