Oggetto del libro sono i poveri nel senso dell’avere e del non avere, e più ancora nel senso dell’essere e del non essere: nella condizione di dire “io non sono” davanti a Chi dice “Io sono”.
Sono i bimbi e i poveri qui oggi in concreto esistenti; connotano una chiesa dove la stessa dottrina dei sacramenti tiene conto prima di tutto di loro; connotano una chiesa dove la parola “integrazione” è ripetuta in un senso nuovo: la chiesa non è integra senza di loro, se uno solo di loro non è compreso.
“Il Verbo incorporeo ha fatto proprio quanto era suo proprio del corpo”: ha fatto proprie la possibilità di patire, le infermità (s. Atanasio). “Quanto non è assunto non è sanato”. Nel volume: “L’accesso ai sacramenti dei fanciulli handicappati in situazione d’integrazione“; “Le persone handicappate mentali nel pensiero e nell’azione della chiesa”.