Movimenti e partiti sono due forme dell’azione collettiva. Il rapporto tra sistema politico, luogo di mediazione regolata degli interessi, e l’azione collettiva che si forma al di fuori delle regole del gioco è uno dei problemi centrali delle società capitalistiche avanzate. Sotto i nostri occhi si moltiplicano i movimenti, ma cresce anche l’importanza e l’autonomia delle relazioni politiche. Questo libro propone un’introduzione alla sociologia politica che non rispetta la partizione tradizionale dei manuali, ma si concentra sull’analisi dei rapporti tra movimenti, partiti e sistema politico. Esso non copre l’intera gamma dei problemi normalmente affrontati nell’ambito della disciplina, ma seleziona problemi ed autori in funzione di alcuni interrogativi teorici: il rapporto tra movimenti sociali e partecipazione istituzionale e il passaggio dalla protesta all’organizzazione politica. Il libro cerca nello stesso tempo di fornire una chiave di lettura per alcuni fenomeni della società italiana, sia riferendosi alle analisi disponibili, sia proponendo proprie ipotesi interpretative. In particolare l’attenzione si rivolge ai nuovi movimenti ed esplora il significato delle forme recenti di azione collettiva. Le caratteristiche dei nuovi movimenti mutano i rapporti con il sistema politico, e dunque con i partiti, e questa difficile dialettica tra le nuove domande collettive e la loro mediazione istituzionale è il problema con cui dovrà misurarsi ogni trasformazione della società italiana.
