Il testo riunisce gli scritti di Gramsci che videro la luce tra il 1921 e il 1922 nell’ “Ordine Nuovo” trasformato, a partire dal I° Gennaio 1921 da “rassegna settimanale di cultura sociale” in “quotidiano comunista”. È da quelle colonne che Gramsci condusse la sua opera di chiarimento delle ragioni storiche della scissione di Livorno e dei compiti di avanguardia rivoluzionaria che il Partito comunista era destinato ad assolvere.
La polemica, aspra e spesso spietata, mirava a rafforzare il nuovo organismo di lotta in un momento in cui più accanita si faceva in Italia la lotta delle classi e la reazione politica. Il fenomeno fascista si presentava con contorni ancora incerti e veniva variamente interpretato e definito.
Non era facile in quel momento giungere a comprendere fino in fondo il significato. A Gramsci va il merito di avere cercato di enucleare sovversivismo di classe e reazionario che il fascismo rappresentava, e di averne colto un carattere fondamentale, la “mobilitazione della piccola borghesia per l’attacco del capitalismo contro il proletariato”.
Una visione nitida, che si articola nella ricerca e nella denuncia dei mandanti, delle omertà, delle connivenze, delle rinunce di fronte alle violenze, e nella critica agli atteggiamenti di rassegnazione e di debolezza dei socialisti e dei riformisti. Ai 228 articoli dell’ “Ordine Nuovo” quotidiano contenuti in questo volume e di sicura attribuzione questo volume aggiunge due importanti appendici.
Tra i documenti della prima, spiccano i resoconti dei discorsi pronunciati prima, durante e dopo il II Congresso nazionale del Partito Comunista d’Italia; nella seconda sono raccolti quegli scritti che, pur rispecchiando posizioni di Gramsci, non si sono potuti attribuire con certezza.
Dettagli Libro
Autore
Antonio Gramsci
- EditoreEinaudi
- CollanaOpere di Antonio Gramsci
- Edizione1ª edizione
- Anno1967
- Pagine554
- Linguaitaliano
- Copie1

SOCIALISMO E FASCISMO. L'ORDINE NUOVO 1921-1922
Copertina mancante.


