Ispirata al rispetto per la vita ed all’amore per il genere umano, la prospettiva transpersonale in psicologia propone una visione dell’uomo come unità di corpo, mente e Spirito, e vede la crescita della personalità come il risultato della integrazione di potenzialità che varcano i limiti angusti dell’io identificato con i bisogni egocentrici e con una visione del mondo dualistica e competitiva. L’approccio della psicologia transpersonale alla sofferenza mentale varca i confini dell’esclusivo interesse per la psicopatologia segnalata da sintomi clinici e si rivolge alla sofferenza esistenziale e spirituale, che si manifesta come aridità, vuoto, mancanza di senso della vita, assenza di fiducia e di speranza, paura e solitudine, spesso sconfinanti nella enfasi egoistica, nella droga e nella violenza. La prospettiva transpersonale rileva che alle radici della sofferenza esistenziale e spirituale c’è l’inconsapevolezza della natura trascendente del Sé e del mondo, nonché la mancata integrazione delle forze buone presenti a livello potenziale nella psiche inconscia, come l’amore altruistico, la creatività, l’intelligenza intuitiva e i valori noetici. Il libro contiene contributi di studiosi italiani e americani, che affrontano il tema della guarigione dalla sofferenza sottolineando l’importanza di accostare la psicologia alla tradizione sacra ed in particolare ai sistemi meditativi induisti e buddisti. Le regole etiche ed i metodi di consapevolezza della meditazione asiatica sono di rilevante significato sia per la comprensione delle ordinarie dinamiche mentali che per la investigazione e lo sviluppo delle potenzialità positive ed “alte” della psiche individuale. L’obiettivo è una sanità costruttiva che contribuisca alla creatività della vita e ne onori la bellezza.
