L’adolescenza è una condizione storica di marginalità e di subalternità. A partire da questa convinzione Gèrard Lutte considera le diverse teorie della gioventù come spiegazioni ideologiche che servono a giustificare l’emarginazione subita dai giovani nella società e ad ostacolare le loro pratiche di liberazione.
L’autore, per dimostrare la sua tesi, procede attraverso alcune tappe. A partire dai dati della storia e dell’etnologia evidenzia che l’adolescenza ha fatto la sua comparsa nella storia come fase di emarginazione e che oggi quest’ultima si manifesta in forme e gradi diversi. Quindi dimostra come l’adolescente non sia diverso dall’adulto né mentalmente, né biologicamente, ma come, nello stesso tempo, le istituzioni sociali, dalla famiglia alla polizia, concorrono a mantenere i giovani nella subordinazione. Infine descrive le reazioni degli adolescenti alla propria condizione di emarginazione per concludere che “i giovani devono sopprimere l’adolescenza”. È una proposta utopica, naturalmente, ma che può, forse, rischiarare il lungo cammino di liberazione dei giovani e di tutti gli emarginati.