Il libro, come lo stesso autore sottolinea nella prefazione, ha ottenuto negli Stati Uniti un vasto consenso, che Glantz fa risalire ad alcune peculiari caratteristiche che differenzierebbero il suo da altri testi introduttivi alla biostatistica. Non è necessario, però, essere tutti d’accordo con l’autore quando afferma che “…molto di quello che è stato pubblicato nella letteratura biomedica usa la pratica statistica cosicché un lettore che prende per oro colato tutti questi dati può assorbire informazioni sbagliate…” E che l’essersi fondato su queste premesse costituisce un buon motivo del successo del volume.
Sicuramente i pregi migliori risiedono nell’aver saputo trovare la giusta misura nel proporre al lettore da una parte la suggestione teorica del ragionamento statistico e dall’altra la sua estensione più immediata ai problemi pratici della medicina.
