Le manifestazioni di violenza ad opera di minori e adolescenti sono un fenomeno diffuso e preoccupante. Ma se certo non si può pensare di arginarlo con la passiva rassegnazione, meno ancora si può ottenere con gli allarmismi o con gli atteggiamenti di controaggressività con cui gli adulti spesso rispondono ai ragazzi in difficoltà.
Nel libro è proposto invece un messaggio chiaro e convincente: gli agenti educativi (genitori, insegnanti, educatori professionali) devono affinare proposte attive, proposte educative appunto, e non meramente arroccarsi nella presunta moralità della punizione.
Il presupposto è che spesso l’aggressività dei giovani derivi non solo o non tanto da disfunzioni psicodinamiche quanto piuttosto da specifiche carenze di abilità, vuoi nell’interazione con gli altri quando essi si trovano a dover gestire rapporti interpersonali; vuoi nell’autocontrollo degli impulsi di rabbia quando devono far fronte a provocazioni o stress di vario tipo; vuoi infine nel pensiero morale quando è necessario saper valutare la valenza etica dei propri comportamenti.
In ciascuna di queste aree, vengono presentate delle concrete proposte educative, sotto forma di tre specifici programmi curricolari, per una adeguata formazione psicologica del minore.