“Il problema principale della storia dell’economia antica – scriveva A.H.M. Jones – è che non vi sono statistiche antiche”. Le difficoltà di fare storia economica dell’antichità non sono piccole, tuttavia un vasto lavoro di ricerca si è venuto sviluppando. In questo volume Pekàry sintetizza in un profilo essenziale, arricchito da un apparato bibliografico di prim’ordine, i termini fondamentali della storia economica del mondo antico: Grecia, Mondo Ellenistico, Roma. E fare i conti in tasca ai nostri antenati, ricostruire il bilancio dello Stato della Roma di Augusto, esaminare le leggi fiscali e la politica economica di Atene o dell’Egitto, seguire i percorsi delle merci, gli scambi, la monetazione, porta a scoperte sorprendenti. Come quella, ad esempio, che già nel II secolo avanti Cristo esistevano moduli che i contribuenti dovevano compilare per la “dichiarazione dei redditi”, che esistevano multe salate per gli evasori ma che l’evasione era nondimeno diffusa; che nell’Atene classica esistevano le banche, anche se solo con la funzione di conservazione del risparmio dei singoli; che molte delle scoperte che attribuiamo a periodi successivi – come il mulino a vento o l’uso del vapore come forza motrice – erano già noti nella Roma repubblicana, anche se non furono utilizzate per creare un’industria nel senso moderno del termine; in una parola, possiamo rintracciare, già nell’antichità greco-romana, le radici più lontane della nostra moderna economia.
