Quella dei bambini soli e abbandonati nelle strade e uccisi, dagli squadroni della morte, è una delle tante tristi realtà che grazie a questo libro e a trasmissioni televisive sta venendo alla luce sulla già triste situazione del Brasile. La guerra dei bambini tocca una piaga del Brasile ma non parla, al di là delle apparenze, solo di Brasile, bensì di un mondo – del mondo – sempre più diviso in due, nonostante “la fine del comunismo” ed addirittura della “storia”: fra chi ha e chi non ha, chi sta dentro i confini della società opulenta e chi è fuori, fra chi ha il potere in tutte le sue variegate eccezioni e chi non ha nessun potere.
