La pubblicazione di questo rapporto, frutto di una ricerca effettuata dal Centro di ricerca e documentazione Febbraio ’74 (CE.R.FE) nel Lazio, avviene in un periodo particolarmente importante e delicato, per quanto riguarda, sia, in generale, il ruolo dell’Italia nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo, sia, più in particolare, uno specifico ambito di tale cooperazione vale a dire quello della formazione di studenti provenienti dal terzo mondo nelle università e negli istituti del nostro paese, che costituiscono il soggetto principale dell’indagine presentata nel volume. L’Italia, entrata ormai a pieno diritto tra i protagonisti attivi del dialogo e della cooperazione tra Nord e Sud del pianeta, si appresta a intensificare e a qualificare – sulla base dei nuovi strumenti legislativi di cui si è dotata – il suo apporto culturale, tecnico e scientifico. Questo quando vecchie e nuove sfide allo sviluppo dei popoli costituiscono un potente monito a un radicarle ripensamento di teorie, politiche, metodi di intervento.
Esistono, d’altro canto alcuni problemi o nodi irrisolti che rischiano di venire, per una ragione o per l’altra, sottovalutati. Le condizioni sociali, culturali e materiali degli studenti provenienti dai paesi in via di sviluppo fanno parte di tali problemi. In un momento in cui la polemica sul riemergere del razzismo in Italia come in Europa è particolarmente viva, gli autori tentano di fornire un contributo che vuole non solo fornire strumenti di analisi per favorire un effettivo passaggio dalle buone intenzioni alla realizzazione di politiche concrete ed efficaci, ma anche, allo stesso tempo, ampliare e ricollocare nel loro reale contesto – quello dei grandi processi di sviluppo in atto nel nostro pianeta – i termini della questione.