Obiettivo specifico di questa ricerca comparata è la volontà di verificare (le indagini degli autori statunitensi citati, per esempio, si riferiscono complessivamente a 18 Paesi) i caratteri degli atteggiamenti personali, sociali e politici dei giovani, tenendo conto delle peculiarità nazionali, ma guardando soprattutto ai comportamenti comuni esistenti, alle possibilità di omologazioni comportamentali.
La “questione giovanile” rientra evidentemente in questo ambito problematico, con la specificità di riguardare soggetti che, per i caratteri propri della loro età, possono essere portatori di consistente imprevedibilità e accentuata differenziazione dei comportamenti, e che si pongono quindi, anche per la potenziale “turbolenza” sociale manifestata più volte in passato, come area sociale necessitante di particolare attenzione e conoscenza. Rispetto a considerazioni immediate, che la stampa periodica alimenta ripetutamente, la ricerca sociale si muove evidentemente su coordinate diverse, meno immediate e più legate a ricostruzioni scientifiche. Certo, quanto più essa avrà caratteri generali e comparati, e verrà compiuta a livello transnazionale, tanto più sarà probabile che colga aspetti di indifferenziazione all’interno delle rispettive società, giungendo così a rappresentare omogeneità più che differenze nei comportamenti giovanili.
